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Tecnica di corsa: le fasi

Scomponiamo e analizziamo le fasi della corsa per imparare il gesto più corretto.

di Micol Ramundo
GIORNALISTA SPORTIVO

FASE DI SPINTA

 

Si discute spesso su cosa connoti il gesto della corsa ideale, ma la maggior parte degli esperti ritiene che molto dipenda dal tenere la parte alta del corpo dritta (ma leggermente inclinata in avanti) e le braccia con un angolo di 90 gradi. I runners che appoggiano di mesopiede o d’avampiede hanno il vantaggio di poter sfruttare l’energia accumulata nel polpaccio e nel tendine d’Achille.

SBAGLIATO Evita di tenere la schiena fuori asse; le spalle portate troppo avanti o di cotro, il busto molto arretrato, comportano un maggior dispendio energetico e una dispersione parziale della forza di spinta.

 

 

FASE DI VOLO

 

Correre vuol dire staccarsi ritmicamente da terra. Ma i runners con una corsa efficace utilizzano la loro energia per spostarsi in avanti, non in alto. Bisogna evitare, insomma, un eccesso di movimento verticale.

In corsa le braccia contribuiscono a mantenere un buon equilibrio. Tenendole aperte con un angolo (all’incirca) di 90 gradi puoi guadagnare velocità e risparmiare energie. In quest’ottica, fare attenzione a mantenere le spalle rilassate, evitando che restino rigide o peggio alzate verso la testa, vi aiuterà ad essere più rilassati e quindi efficienti.

SBAGLIATO Se le braccia sono tenute troppo alte, ne risentono il bilanciamento e l’efficacia generale del movimento.

 

 

APPOGGIO

 

Il ginocchio della gamba in appoggio dev’essere leggermente piegato e la gamba sottostante prevalentemente perpendicolare al terreno. Sopravanzare la perpendicolare del ginocchio può determinare un momento di frenata. Il contatto col terreno deve avvenire idealmente vicino al baricentro del corpo. SBAGLIATO Atterrare con il piede troppo in avanti fa sprecare energia e può causare infortuni. Meglio prendere contatto col terreno il più possibile vicino al corpo.

 

VISIONE FRONTALE

 

Il sollevamento delle ginocchia dipende dalla velocità: un atleta d’élite le alza appena quando corre piano, ma arriva con le cosce parallele al terreno quando sprinta. In generale il sollevamento delle ginocchia aumenta col crescere della velocità. Va da sé che se state correndo un lungo, la maratona dell’Ironman o più semplicemente i 10K finali di un olimpico sopra ai 5’/km, non vale la pena cercare di sollevare eccessivamente le ginocchia, quanto invece sarà meglio fare attenzione ad un passo radente e più frequente.

 

Le braccia oscillano in avanti in corrispondenza delle anche, non verso l’interno o l’esterno. SBAGLIATO Le braccia non devono superare la linea centrale del corpo. Evita qualunque spostamento laterale, perché limita l’efficacia dell’avanzamento.

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