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Marco Lingua, l'uomo che vinse due volte e continua a farlo!

Qualche anno fa, nel 2008 precisamente, uscì un libro sulla vita di Marco Lingua, “L’uomo che vinse due volte” scritto da Marco e Gian Mario Castaldi. Nel 2015, dopo 7 anni, questo campione del lancio del martello non finisce di stupire e continua a vincere!

di Sport and Training
PREPARATORE ATLETICO

 

 

 

Marco Lingua è nato a Chivasso (TO) il 4 Giugno del 1978, è alto 1,77cm per 110kg di simpatia e forza, ha partecipato a diverse trasmissioni televisive da “8 millimetri”  a “Lo show dei Record” con prove di forza che hanno dell’incredibile, ma il meglio di lui lo da nel lancio del martello disciplina dell’atletica leggera che lo vede protagonista in competizioni mondiali da diversi anni, dalle Olimpiadi del 2008 di Pechino, fino al campionato del mondo di quest’anno sempre a Pechino. Marco ha anche conquistato diversi titoli italiani nella pesistica nella categoria 105kg.

 

Oggi ho avuto il piacere di parlare con Marco Lingua, un campione vero, che ci ha parlato un po’ di sé, della stagione appena passata e di come si sta preparando alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro in Brasile.

 

Ciao Marco per rompere il ghiaccio ti chiedo di spiegarmi qual è la vera forza di Marco Lingua? Cosa ti spinge ogni giorno a superare i tuoi limiti?

Sono curioso di vedere fin dove arrivo, fin quando non faccio “il botto” !  A parte gli scherzi è la curiosità, mi piace vedermi che sono su, che sto bene fisicamente, mi pace farlo vedere agli altri, mi piace anche il mio lancio … vedermi quando lancio, in sostanza sono innamorato di me, sono un po’ narcisista”

 

Quest’anno sei arrivato a 78,28cm che equivale al 9° posto nel ranking mondiale di specialità, cos’è cambiato nella preparazione rispetto agli ultimi anni?

Ogni anno si capisce sempre qualcosa, in vent’anni d’atletica ogni anno è la fine di un percorso, servono tutti gli anni, sicuramente ho messo delle cose in più che hanno amplificato le mie qualità di velocità e forza. La preparazione va provata per vedere se funziona, bisogna fiutare bene come dei cani da tartufo cosa fa volare il martello. Se non vedi che il martello va su stai facendo cazzate. Quindi quello che va bene a me non è detto che vada bene per tutti.

 

Quindi quest’anno quali sono gli esercizi che ti hanno reso di più, quelli che hai sentito più congeniali a te?

Sicuramente ho messo più cose, non mi sono fissato su poche cose ma su cose più ampie, non sono uno che fa mille cose, ma non devi neanche farne solo due.

 

E’ solo una questione di volume di lavoro o di diversificare?

Un po’ di tutto messo assieme al momento giusto.

 

Per quanto riguarda invece l’alimentazione è un aspetto che curi?

La curo altro che, principalmente cerco di non ingrassare…. Ho faticato tanto a calare….

 

Curi anche l’aspetto psicologico o quello vien da sé, essendo tu un narcisista come hai detto prima, ti automotivi da solo?

Bravo, io fortunatamente non sono succube di nessuno, credo in me stesso e quando sono convinto di una cosa è fatta! Se io avessi bisogno veramente di uno psicologo sarebbe la fine, a trentasette anni soprattutto saresti un insicuro, a trentasette anni sarebbe proprio grave.

 

Visto che l’anno prossimo ci sono le Olimpiadi a Rio de Janeiro come hai pensato di procedere questo inverno con la programmazione e l’avvicinamento a questo appuntamento importantissimo?

Continuo con le idee di quest’anno, sempre di più… “squadra che vince non si cambia”. A trentasette anni fare quello che ho fatto non è facile, non mi sono mai allenato così bene. Poi non mi sono espresso del tutto bene, ad un certo punto stavo bene, lanciavo lontano quasi tutti i giorni ma non c’erano gare, quindi il problema è stato quello. Volendo potevo fare altre 3 o 4 gare sopra i 78m perché facevo 77 e mezzo in allenamento. Ci metti un attimo a beccare un metro in più in gara. Quest’anno ho fatto poche gare in Italia, ho cercato solo di fare gare belle perché è inutile fare gare dove non hai stimoli.

 

Visto che fai riferimento spesso ai tuoi trentasette anni e alla tua esperienza, c’è qualcosa che non rifaresti rispetto a tutto quello che hai fatto? Hai fatto qualche errore che non vuoi ripetere?

Errori ce ne sono, li fanno tutti, ma gli errori poi ti portano sulla strada giusta. Devi provare perché altrimenti hai il dubbio… “provare per credere” . Altrimenti dici se facevo così magari…

Ti rimane il dubbio.

 

Molti ragazzi, ottengono i loro migliori risultati da giovane e poi non hanno continuità a livello assoluto e a volte smettono. Come commenti questa cosa? Che consigli gli daresti?

Penso che allora non erano portati! Che hanno fatto bene a smettere! Chi continua è perché è portato, è portato anche di testa.

Nel momento di difficolta glielo doveva dire qualcuno mille volte di allenarsi o di non smettere? Anche qui siamo sulla strada sbagliata di nuovo.

Che consiglio posso dare? Non c’è nessun consiglio.

Ti garantisco che non ce ne sono tantissimi che sono in grado di fare questo sport. Anche se tu vai nelle scuole e fai provare a tremila ragazzi, è difficile trovare qualcuno che abbia quella forza, velocità e dinamicità che servono, tutte nella stesso momento.

E’ una specialità molto destinata, è difficile diventare forti in queste discipline.

 

E tu come ti sei avvicinato al lancio del martello?

Guardandolo in televisione mi piaceva, l’ho provato e mi veniva facile.

Quindi vuol dire che ero portato! Non me lo ha detto nessuno che dovevo farlo.

 

 

Grazie Marco pe la disponibilità e in bocca al lupo per RIO!!!

 

 

Intervista realizzata da Flavio Besutti.

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