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Come scegliere i tuoi obiettivi?

Chi di noi non si allena, o si è allenato, con degli obiettivi in testa? Possono essere vaghi oppure molto specifici e riguardare il nostro aspetto fisico, il nostro stato di salute o ancora l'acquisizione di una abilità motoria, la riuscita di un particolare esercizio o il miglioramento di una performance, la partecipazione a un evento sportivo e così via... Ma siamo sicuri che il nostro criterio di assegnazione dell'obiettivo sia giusto?

di Giulio Bellini
PERSONAL TRAINER

obiettivi sport
obiettivo sportivo
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sport

Chi di noi non si allena, o si è allenato, con degli obiettivi in testa? Possono essere vaghi oppure molto specifici e riguardare il nostro aspetto fisico, il nostro stato di salute o ancora l'acquisizione di una abilità motoria, la riuscita di un particolare esercizio o il miglioramento di una performance, la partecipazione a un evento sportivo e così via... Ma siamo sicuri che il nostro criterio di assegnazione dell'obiettivo sia giusto?

Nella pedagogia e psicologia dell'allenamento e non solo esiste da tempo il concetto di S.M.A.R.T. (e no, non sto parlando del modello automobilistico), ossia l'insieme delle caratteristiche che un buon obiettivo dovrebbe avere. Esso dovrebbe essere: 

 

- Specifico

- Misurabile

- Accessibile

- Realistico

- Temporizzabile (quantificabile temporalmente)

 

Andiamo per ordine: un obiettivo è specifico quando è chiaramente definito, senza lasciare spazio a interpretazioni o ambiguità. "Voglio essere più forte", "voglio perdere grasso", "voglio correre più veloce" sono tutti esempi di obiettivi legittimi, per carità, ma troppo generici e quindi non specifici. Un obiettivo generico è sicuramente suddivisibile in diversi micro-obiettivi: voler perdere grasso deve passare per esempio per l'eliminazione di alcuni cibi dalla propria dieta, per l'inizio di una corretta attività cardiovascolare e per l'aumento della massa magra attraverso l'allenamento con i pesi, tutti potenziali micro-obiettivi sicuramente più specifici dai quali sarebbe meglio iniziare per avvicinarsi al "grande obiettivo finale".

Riesco a capire se sto avendo progressi e quanto manca al raggiungimento del mio obiettivo? Se la risposta è no, evidentemente esso è privo della seconda caratteristica fondamentale, cioè non è misurabile! Tale valutazione deve essere inequivocabile, altrimenti vale la celebre frase “If you are not testing, you are guessing!” (se non stai misurando, stai tirando a indovinare). Se il mio obiettivo era di correre più veloce, un modo per renderlo misurabile è cronometrare quanto tempo impiego per percorrere un km e verificare quanto manca per raggiungere il primo step che mi sono prefissato (ad esempio correre un km in meno di 5 minuti).

Altra caratteristica fondamentale, l’accessibilità. Esso deve essere basato sulle tue caratteristiche, sulle tue risorse (di tempo, economiche, di attrezzature o spazi a disposizione), sui tuoi punti di forza ed i tuoi limiti. Non c’è nulla di più sbagliato che scegliere un obiettivo basandosi su terze persone!

Viene da se che debba quindi essere, oltre che accessibile, anche realistico.Le utopie lasciamole agli altri, il nostro obiettivo deve essere realmente raggiungibile (questo non significa facile!). Un obiettivo ambizioso è senz’ altro stimolante, purchè non talmente irrealistico da portarti velocemente verso la rinuncia a causa della delusione provocata dal non riuscire ad avvicinarvisi nonostante magari una grande quantità di sforzi profusi. La politica dei piccoli passi è quindi sempre la migliore: appena raggiunto il primo obiettivo, nulla ci vieta di alzare l’asticella e porsene subito di nuovi.

Ultima caratteristica, dall’ inglese time-related. Ossia bisogna darsi delle date di scadenza per il raggiungimento dei nostri obiettivi, senza pretendere cambiamenti importanti in tempi troppo brevi nè lasciare che un tempo indefinito (e quindi sicuramente eccessivo) ci porti a rimandare continuamente le azioni necessarie al raggiungimento del nostro scopo.

 

Quante volte abbiamo visto noi stessi o delle persone che ci circondano iniziare motivatissime un percorso che può riguardare l’allenamento, la dieta, la preparazione di un’esame o quant’ altro e poi perdersi per strada, quasi dimenticando il perchè si era partiti con quelle azioni. E’ il tipico caso di obiettivi ai quali manca almeno una delle caratteristiche elencate. Aggiungo solo un paio di personali consigli che si legano a quanto già detto, e cioè di mettere sempre per iscritto i vostri obiettivi e di creare un vero e proprio piano d’azione che coinvolga tutti quegli aspetti comportamentali che vi avvicineranno al traguardo.

E allora, casa aspettate? Iniziate a programmare e lottate per i vostri sogni!

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