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Chiara Rosa: una fuoriclasse esplosiva!

Che Chiara Rosa sia fortissima lo sanno tutti, così come tutti coloro che l’hanno ascoltata almeno una volta sanno della sua naturale simpatia. Eppure quando senti una persona famosa per la prima volta, una campionessa che di solito vedi solo in televisione, sei curioso di sapere se quanto hai appreso dai media corrisponde alla verità. Nel suo caso non ci ho messo neanche trenta secondi a capire che è tutto vero, oltre ad essere una super campionessa nello sport è anche una persona alla mano, simpatica ed esplosiva che in questa intervista ci ha parlato di molte cose: dalla sua preparazione in vista delle Olimpiadi di Rio 2016, alla piaga del Doping , a quello che potrebbe essere il suo futuro dopo la vita da atleta. Non aggiungo altro! Non vi resta che leggere l’intervista tutta d’un fiato!

di Sport and Training
PREPARATORE ATLETICO

chiara rosa
intervista a chiara rosa
chiara rosa intervista

Chiara Rosa simpaticissima e fortissima atleta italiana in forza alle Fiamme Azzurre, nata a Camposampiero (Padova) il 28-01-1983 veterana della nazionale e primatista italiana del lancio del peso con 19,15m. Potremmo parlare ore dell’esperienza internazionale di Chiara , 12 mondiali fra indoor e outdoor, 2 olimpiadi, 12 europei o dei titoli Nazionali (campionessa italiana assoluta da 11 anni consecutivi, oltre ai titoli vinti nelle categorie giovanili).

La prima medaglia importante è il bronzo ai mondiali allievi nel 1999 in Polonia, l’ultima è il bronzo agli europei di Helsinki nel 2012.

 

Quest’anno un inizio di stagione con un 18,21 indoor e un nono posto agli Euroindoor di Praga con la misura di 16,75, poi un  18.13 all’aperto poco prima dei mondiali di Pechino dove sei arrivata quattordicesima con 17,54 (seconda esclusa dalla finale, serviva un 17,73 per qualificarsi). La stagione si chiude con il 28° posto nel ranking mondiale.

 

Come giudichi il tuo 2015 e cosa è mancato nelle occasioni importanti?

Il 2015 nella mia testa era un anno di preparazione preolimpica, dove ho cercato di sistemare alcuni problemi tecnici che mi portavo avanti e in parte ci siamo riusciti. Ho rivisto delle misure interessanti anche fuori gara e questo mi ha dato coraggio. Lo giudico comunque male perché quello che conta sono i piazzamenti alle gare, anche se nella coppa Europa estiva e invernale mi sono piazzata bene. Penso che mi sia mancato l’aspetto mentale per essere pronta a determinati livelli, livelli dove non mi inserivo da tempo.

A Praga mi sono persa in un bicchier d’acqua, quando ho visto le liste ho detto “ecco devo andare a medaglia” mi sono focalizzata solo su quello senza pensare a come si fa.

Mentre a Pechino sicuramente mi sono un pochettino impaurita, che sembra impossibile possa succedere ancora, invece non si finisce mai di imparare.

Proprio l’altra sera abbiamo fatto un incontro con i senatori (Vizzo… Donato…) per esempio Donato aveva iniziato con un 17.60 (salto triplo) nel 2000 ma per raccogliere ci sono voluti tanti anni, la medaglia medaglia alla fine l’ha presa nel 2012… queste cose mi danno coraggio.

Certo mi spiace perché ogni gara è un’occasione che passa, però bisogna anche dire che più si è presenti più c’è la possibilità sia di andare bene che di andare male.

 

Mi accennavi delle modifiche tecniche. Quali sono gli aspetti tecnici che hai curato di più e che hai cercato di modificare quest’anno?

Ho cercato di modificare la partenza, nel senso che anziché tenere il braccio sinistro molto molto morbido, ho cercato di tenerlo più parallelo al terreno, quasi esasperando il passaggio sopra il sinistro di partenza, per riuscire ad essere più in torsione in centro pedana che è il mio grosso difetto, essendo molto forte e dinamica, tendo ad aprirmi e a recuperare sempre i lanci. Se riuscissi ad arrivare un po’ più chiusa con i piedi a terra prima di iniziare il finale, ma da rilassata, sarebbe una buonissima cosa. Stiamo cercando di lavorare su questi aspetti. Sembra una cavolata, invece è una cosa di una difficoltà enorme.

 

Negli ultimi anni hai avuto qualche problemino fisico, principalmente alla schiena. Tutto risolto?

Dopo Gateshead in coppa Europa nel 2013 mi è venuto un mal di schiena atroce, ho due protrusioni e quelle sono li da tempo, non sono venute per l’allenamento, ce le avevo chissà da quanto, avevo malissimo alla schiena ho fatto il mondiale lo stesso per provarci perché ci provo sempre e poi ho fatto tutta una serie di terapie e riabilitazione e ormai è a posto già da tempo.

Poi ho una serie di problemini che ormai sono cronici, ma che in qualche maniera cerchiamo sempre di tenere a bada, per esempio adesso ho una borsite sovratendinea al tendine quadricipitale della gamba sinistra, poi ho quasi sempre il rischio borsite all’inserzione del tendine d’Achille sinistro, perché la gamba sinistra nel lancio è quella più bistratta infatti ci passo sopra tre volte mentre sulla destra solo due e a lungo andare mi si è creato questo tipo di compenso a cui devo stare dietro con esercizi di elasticità, con i massaggi e con le terapie.

 

Nella tua preparazione hai un o staff che ti segue la riabilitazione?

Prima avevo un fisioterapista e osteopata con cui ho lavorato benissimo nei primi sette/otto anni della mia carriera assoluta, poi quando c’è stato bisogno di curare la mia schiena mi hanno consigliato un centro a Padova che ha macchinari apposta, che ha l’ozono-ossigeno terapia, che ha la piscina ed è specializzato proprio in questo. Poi ho continuato ad affidarmi a loro anche per il resto…. Ci sto entrando anche adesso, mi faccio vedere sempre per stare sotto controllo.

Poi curo anche l’aspetto nutrizionale con uno specialista sempre a Padova e uno psicologo.

 

Fra le atlete d’élite sei un po’ atipica perché  hai sempre avuto lo stesso allenatore, Enzo Agostini, cos’à di speciale Enzo per te?

Mah Enzo mi conosce, sai anche Donato è un altro che ha avuto sempre lo stesso allenatore, è bello quando racconta e dice che è il suo allenatore che nel tempo ha visto tre atleti, almeno finora.

Vedi l’allenatore è sempre lo stesso…. ma ne cambiano di cose!

Enzo è l’unica persona, oltre ai miei genitori, che mi ha visto in tutte le mie fasi della vita, mi ha visto bambina, mi ha visto adolescente, mi ha visto semi-adulta, mi ha visto adulta e questo può essere anche una trappola a volte, perché lo conosco talmente bene che se un giorno non ho voglia di allenarmi in cinque secondi so cosa dire per saltare l’allenamento, li sta alla professionalità di una persona.

Abbiamo un bellissimo rapporto, i feedback sono sempre positivi, lui ha sempre un approccio molto didattico da insegnate e mi ha insegnato molto ad essere indipendente.

Mentre quindici anni fa diceva “il verbo” e io più o meno lo seguivo, perché sono sempre stata un po’ disobbediente, ora mi ha appena mandato un messaggio “butta giù gli allenamenti per le prossime tre settimane che stasera li controlliamo assieme e vediamo”, ma perché ora sono io che devo dire penso di riuscire a fare questo piuttosto che quell’altro e poi avvalliamo la cosa insieme.

Lui è una sicurezza anche perché siccome penso di essere un po’ più debole a livello emotivo, a livello invece condizionale lui mi ha sempre portato ad essere in forma.

Quindi non lo cambio….

 

Giusto

Sai io negli anni ho alzato molto le aspettative su di me, vedi per le persone io ho fatto solo 19,15, io sono quella che doveva fare 20 metri, ma la base è rimasta alta lo stesso e ci si dimentica di queste cose, ma io sono una delle poche che è nelle prime venti al modo da dieci anni, che fa tutte le nazionali da dieci anni e che si qualifica facilmente a tutte le manifestazioni da dieci anni, io quest’anno ho già fatto il minimo olimpico quattro volte……

 

Penso che si dimentica chi non è addetto ai lavori chi non conosce l’atletica…

Si però agli occhi di molti non ho fatto sti famosi 20 metri, non ho vinto una medaglia e allora resto sempre un po’ sotto.

Certo non sono contenta ho voglia di rivalsa per quest’anno, so che potevo fare di più ma come tutti. Se no cosa devo fare? Mi devo ammazzare?

 

C’è sempre da vedere il bicchiere mezzo pieno, avrai occasione l’anno prossimo di fare questi benedetti 20 metri…

Si io quando tiro le somme una finale olimpica l’ho fatta, due finali mondiali le ho fatte, non mi ricordo quanti finali europee ho fatto, il record italiano l’ho fatto, le medaglie giovanili le ho vinte tutte, la medaglia assoluta l’ho vinta…… che cosa devo fare…. (ride :-) )

Sono un'atleta normale di 1 metro e 78, una disgraziata che quando mi vedi vicino alle altre mi dici…. ma dove vai!

 

In ottica Rio 2016, avendo curato la tecnica cosa ti aspetti?

Intanto abbiamo creato un gruppetto di lavoro a Schio dove c’è Silvia Salis (martello), Federico Apolloni (disco), Hannes Kirchler (disco) e poi ci sono i due giovani Daniele Secci e Sebastiano Bianchetti (peso), quindi sai che il gruppo serve sempre e fa tanto.

Non è che tutti gli aspetti tecnici sono sistemati, mi aspetterà un periodo di pane, peso, rete e imitativi….. forse il settore del peso lo vedrò a fine gennaio.

In ottica Rio, guarda, la speranza intanto è di andarci perché non è scontato niente, sarebbe la mia terza olimpiade e da persona normale, quale mi ritengo non sarebbe male.

Poi spero di cogliere queste occasioni, perché e vero che il livello si alzerà, ma grazie anche all’Anti-Doping. È di nuovo tutto un po’ più normale.

Quest’anno si entrava in finale a 12 con 17,90m ai mondiali, io non sono entrata in finale ai mondiali di Daegu (sono arrivata 13^) nel 2011 con un 18,28 fatto alle nove del mattino.

Quindi è indubbio che il livello delle 12 si sia abbassato, poi quello delle 8 ne possiamo parlare, perché ci sono momenti in cui bastano 18,10 e altri in cui servono 18,50 perché si incattiviscono di colpo.

Quindi mi preme questo, mi piacerebbe entrare nelle 12 e poi se ci entri è una bagarre.

Guarda, se Dio mi aiutasse…… Poi c’è anche il fattore “C”….  se per una volta la ruota gira…..

 

A quei livelli, la differenza fra un successo e rimanere fuori è sottile….

Si per esempio l’anno scorso ero a Zurigo, mi alleno 10 mesi, 15 giorni prima della gara, il 31 di Luglio, mi stiro il tendine dell’anulare della mano destra, con la qualificazione a ferragosto, già questo potrebbe pregiudicare tutto, poi arrivi al giorno della qualificazione, tu lanci in rotazione e a ferragosto diluvia e ci sono 8° e va bhe………

Poi io sono andata in finale solo pizzicando senza ammazzarmi con 16 e 80 e due giorni dopo ho fatto 18,10 e sono arrivata quinta. Metti caso che in 12, perché fanno la traslo (la traslocazione è un’altra tecnica di lancio,  lineare,  non rotatoria che su terreni scivolosi da meno problemi tecnici) o perché è il loro momento fanno 17 metri… manco vado in finale! Vedi a volte…. Ho fatto 18,10 che ero piena di male con la fasciatura che mi hanno permesso di fare perché saltrimenti non sarei riuscita a lanciare. Va tutto così….

Anche quando ho vinto la medaglia a Helsinki (bronzo ai campionati europei del 2012), la qualificazione era molto facile, la finale anche quella non era lo stesso giorno, perché anche li parliamone di fare la finale lo stesso giorno, era invece il giorno dopo,  ho messo il mio 18,47, per carità un buon lancio, ma due tedesche hanno fatto due nulli negli ultimi due turni di lancio, una delle due era la Schwanitz (oro ai mondiali di Pechino 2015), cioè non succederà mai più nella storia dell’atletica mondiale e ho vinto un bronzo.

Questo è il fattore “C” che non è sotto il nostro comando.

Poi ti dico a Londra 2012, arrivo 13^ con una borsite all’inserzione del tendine d’Achille sinistro e sto fuori dalla finale olimpica per 6 cm e la settimana dopo squalificano per doping la Astapcuk (medaglia d’oro) e io sarei stata dentro…. Facciamo che va bene dai…. Facciamo che va bene perché almeno ce la siamo levata dalle…. "bip"!!!

 

Un po’ di pulizia ci vuole…

Si però capisci quanto ci danneggia questa cosa, ci perdo la finale olimpica, ci perdo gli sponsor, ci perdo la Diamond League…

 

Ci vorrebbero controlli il giorno prima della competizione…

Sono discorsi infiniti questi….

 

Parlando di extra-atletica, hai altri interessi al di fuori della tua professione? Stai già pensando a cosa farai dopo?

Di interessi ne ho molti, mi sto un po’ orientando anche per il dopo anche se penso ancora molto da atleta. Mi piacerebbe o iscrivermi all’università per fare una delle due cose che volevo fare quando avevo diciannove anni, cioè scienze motorie o fisioterapia per poter lavorare nel settore, poi ho molta passione per le lingue, per la musica, per l’intrattenimento (in molti mi dicono che sono portata) vediamo è tutto da decidere.

 

Avendo visto le tue interviste e filmati su YouTube, si può dire che sei a tutti gli effetti una che “buca lo schermo” hai mai pensato di fare televisione dopo l’atletica?

Guarda, me lo dicono in tanti ma non so questo affascinante accento veneto quanto successo potrebbe riscuotere.

Però diciamocelo la base c’è perché, detto tra noi, sono di una bellezza mozzafiato… dove la trovi una come me? Va a finire che faccio coppia con la Salis da qualche parte.. Facciamo la gnocca e l’intelligente! (ride :-) )

Scherzo che è intelligente anche la Salis!

Adesso vediamo intanto mi occupo di Rio poi se mai ne riparliamo.

 

Intervista di Flavio Besutti.

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