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Attività motoria e diabete.

Che benefici porta l'attività motoria sul diabete? Scopriamolo insieme.

di Stefano Giuseppini
PERSONAL TRAINER

effetti dell

Che cos’è il diabete? 

 

Il Diabete Mellito di tipo1 è una malattia cronica che colpisce in particolare soggetti in etagiovanile. Ecaratterizzata da iperglicemia e da carenza insulinica dovuta a distruzione della cellula beta pancreatica. Clinicamente ecaratterizzato da poliuria, glicosuria, perdita di peso ed evoluzione verso la chetoacidosi .

Il Diabete Mellito di tipo2 invece è una sindrome cronica prevalentemente delletaadulta-anziana, spesso associata ad obesita, caratterizzata da iperglicemia, da gradi diversi di insulino-resistenza e da un deficit relativo beta cellulare con una tendenza inferiore ad evolvere verso la chetoacidosi.

 

Effetti dell’esercizio sul controllo glicemico

 

Aumentano il numero e lattivitaintrinseca dei trasportatori di glucosio,aumenta il flusso ematico nel muscolo in esercizio e il glucosio presente nella membrana plasmatica del muscolo scheletrico (GLUT-4),  c’è una diminuzione dei livelli ed un aumento della sensibilità periferica insulinica, un aumento significativo dellassorbimento del glucosio mediato dallinsulina del 30-35 % dopo esercizio fisico sia in soggetti normali che in pazienti diabetici.

 

Effetti positivi e rischi dell’esercizio nel diabete di tipo1

 

Fra gli effetti positivi dellesercizio maggiormente visibili ci sono la diminuzione delle concentrazioni di glucosio durante e dopo lesercizio, un miglioramento della sensibilitainsulinica e la diminuzione della richiesta insulinica, un miglioramento dellipertensione lieve e moderata e della funziona cardiocircolatoria, un incremento della forza e dellelasticita, un miglioramento dellintero profilo lipidico associato a una diminuzione dei trigliceridi, in percentuale minore le LDL e a un aumento significativo delle HDL. Per ultimo va anche ricordato lincremento della spesa energetica: in aggiunta alla dieta per la perdita di peso, diminuiscono i depositi di grasso conservando la massa magra.

Tutti questi effetti migliorano anche il senso del benessere e la qualitadella vita di un soggetto diabetico di tipo2. Tra i rischi maggiori peroindotti dallallenamento possiamo avere ipoglicemia ad insorgenza tardiva dopo lesercizio, iperglicemia dopo un esercizio particolarmente intenso, precipitazione ed esacerbazione della malattia cardiovascolare come langina, linfarto del miocardio o la morte improvvisa. Puoesserci in alcuni casi anche un peggioramento delle complicazioni a lungo termine del diabete come la retinopatia proliferativa, il distacco della retina, la neuropatia periferica, lesioni alle articolazioni ed ai tessuti molli, diminuita risposta cardiovascolare allesercizio fisico, diminuita capacitaaerobica, diminuzione del senso della sete, ipotensione postulare, alterata funzione gastrointestinale.

 

 

Effetti positivi e rischi dell’esercizio nel diabete di tipo2

 

Nel diabete di tipo2 lallenamento diminuisce le concentrazioni di glucosio durante e dopo lattivitafisica, le concentrazioni basali e postprandiali di insulina, le concentrazioni di emoglobina glicosilata, migliora la sensibilitainsulinica e il profilo lipidico aumentando le HDL, esiste un miglioramento dellipertensione lieve e moderata nei soggetti diabetici che ne sono affetti, migliora la funzione cardiocircolatoria, incrementa la spesa energetica con diminuzione dei depositi di grasso a favore della massa magra, aumenta in modo significativo la forza e lelasticita.

Come nel diabete di tipo1 i rischi dellattivitafisica nei soggetti diabetici di tipo2 sono le stesse e in particolare modo lipoglicemia indotta dallesercizio ad insorgenza tardiva post esercizio in pazienti trattati con ipoglicemizzanti orali o insulina.

 

Tipo di allenamento ed esercizio fisico consigliato

 

  • Tipo:   aerobico
  • Intensita:  50-70% della massima capacitaaerobica
  • Durata:   20-60 minuti
  • Frequenza:  3-5 volte alla settimana

 

Per il paziente diabetico sia di tipo1 che di tipo2  con un deficit della cellula beta pancreatica si consiglia attivitaaerobica per non piudi unora ed eventualmente per attivitaprolungate si consiglia ad esempio il ciclismo. Fra gli sport raccomandati o autorizzati ci sono:

 

  • marcia veloce
  • corsa leggera
  • nuoto
  • sci
  • tennis
  • equitazione
  • golf
  • calcio
  • pallavolo
  • pallacanestro
  • ciclismo
  • canoa
  • canottaggio
  • atletica leggera
  • ginnastica artistica
  • danza classica

 

Fra gli sport invece sconsigliati ci sono:

 

  • pugilato
  • lotta libera e greco-romana
  • alpinismo
  • paracadutismo
  • sci estremo
  • sport subacquei
  • sport motoristici

 

 

Si consiglia lesercizio aerobico di bassa intensita(50% del VO2) perchelenergia necessaria deriva principalmente dallossidazione del glucosio e lutilizzo dei lipidi varia da un massimo di circa l85% ad un minimo dell0% rispettivamente in esercizi di bassa intensitae di alta intensita-sforzo massimo. Se lattivitadi bassa e moderata intensitasi protrae nel tempo, dopo 2-3 ore di attivitafisica, si esauriscono le riserve di glicogeno e, aumentando la lipolisi del tessuto adiposo, si utilizzano prevalentemente i FFA (Free Fatty Acids) come substrato energetico. Se poi lesercizio fisico si protrae ulteriormente nel tempo si riduce la gliconeogenesi a livello epatico e questo porta normalmente ad avere delle concentrazioni ematiche di glucosio  ai limiti inferiori della norma e, raramente, a concentrazioni < a 50 mg mg/dL e conseguente crisi ipoglicemica.

La persona allenata è in grado di svolgere uno sforzo fisico a una percentuale più bassa di VO2 rispetto ad un soggetto non allenato, questo comporta un maggior utilizzo di FFA e un diminuito utilizzo di glucosio, quindi il muscolo scheletrico avrauna riduzione minore delle scorte di glicogeno e una resistenza maggiore allo sforzo fisico.

Una considerazione particolare riguarda la dieta nei soggetti diabetici, infatti la dieta ricca in carboidrati eassociata a un aumento della loro ossidazione durante lattivitafisica con conseguente aumento della resistenza allesercizio fisico rispetto ad una dieta ricca in acidi grassi. Si cerca di ottenere con sforzi di lunga durata la depressione delle riserve di glicogeno muscolare scheletrico con successiva dieta ricca in carboidrati che porta alla cosiddetta sovracompensazionemuscolare.

Dopo lesercizio fisico infine le riserve di glicogeno a livello della fibra muscolare scheletrica sono ricostituite piurapidamente rispetto a quelle a livello epatico.

 

 

Ipoglicemia e iperglicemia indotta dall’esercizio

 

Lesercizio fisico aumenta la sensibilitaallinsulina e una regolare attivitafisica porta ad una diminuzione della richiesta insulinica,, dopo lesercizio vi è un incremento del 30-35 % della captazione del glucosio indotta dallinsulina. Nel diabete di tipo1 le concentrazioni di insulina plasmatica non diminuiscono dopo lesercizio fisico e possono paradossalmente incrementare.Vi è anche una inibizione della produzione epatica di glucosio e un aumento della captazione dellossidazione di glucosio.Lipoglicemia si verifica dopo lesercizio fisico e liperglicemia dopo un esercizio intenso di breve durata.

 

 

 

Suggerimenti pratici per evitare le crisi di iper ed ipoglicemia

 

  • Somministrare linsulina almeno 2 ore prima dellesercizio in caso di somministrazione di un analogo rapido, e di 3-4 ore in caso di un insulina umana regolare.Se la somministrazione avviene prima di 1 ora dallesercizio eopportuno fare liniezione in un area del corpo non sottoposta ad esercizio.
  • Diminuire la dose dellinsulina sia ad azione rapida che intermedia prima dellesercizio e cambiare il regime di somministrazione giornaliera.
  • Mangiare 1 o 3 ore prima dellesercizio a controllare che la concentrazione di glucosio sia in un intervallo di sicurezza (150-250 mg/dL) prima di iniziare lesercizio.
  • Prendere unaggiunta di carboidrati durante lesercizio.
  • Incrementare lapporto di nutrienti per piudi 24 ore dopo lesercizio.
  • Monitoraggio delle concentrazioni ematiche di glucosio e dei chetoni urinari.
  • Ritardare lesercizio se le concentrazioni di glucosio sono inferiori a 150 mg/dL o superiori a 250 mg/dL in presenza di chetonuria, mentre per valori inferiori a 150 mg/dL si consiglia di somministrare 20.50 g ri carboidrati.

 

 

Conclusione

 

 

Nei soggetti normali durante lesercizio fisico aerobico si ha un aumento della produzione epatica di glucosio di circa due volte causato da un aumento della secrezione degli ormoni controregolatori allazione dellinsulina (catabolici) e da uninibizione della secrezione dinsulina per evitare lipoglicemia. Nellesercizio anaerobico si ha invece un aumento dellattivitadel sistema simpatico con unaumentata produzione epatica di glucosio di circa sette volte ed un aumento della secrezione dinsulina per evitare liperglicemia.

 

Nel paziente diabetico questi meccanismi di regolazione ormonale sono assenti, dunque nellesercizio aerobico si puoavere ipoglicemia ,mentre nellesercizio anaerobico si puoavere iperglicemia.

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